
Manca pochissimo all’inizio della settimana della moda milanese, prevista dal 21 al 27 settembre.
Come saprete l’intera collezione di Rocco Barocco, show previsto per il 21 settembre, è stata rubata.
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Madre e figlia mi stupiva che non avessero ancora pensato ad un progetto che le unisse oltre che dal fattore genetico anche da quello finaziario professionale.E infatti è recente la notizia di una linea di abbigliamento giovane progettata a quattro mani da Madonna e la figlia Lourdes Leon! Secondo indiscrezioni la linea si dovrebbe chiamare Material Girl, comprenderebbe abiti fiorati, skinny jeans e giacche e alcuni accessori e i prezzi sarebbero davvero cheap: tra i 12 e 40 dollari. Unico inconveniente: la collezione sarà esclusivamente in vendita da Macy.
Oggi sono un pizzico polemica, ma che volete sarà colpa della pioggia incessante e del mio essere metereopatica. O magari sarà per via di certe discriminazioni che proprio non riesco a digerire.
Non scomoderemo Amnesty International per la tutela dei diritti umani, ma permettetemi di dissentire sulla scelta a mio avviso priva di motivazione di escludere lo store H&M di Catania, peraltro l’ unico in Sicilia, dalla vendita della collezione JIMMY CHOO for H&M.
Proprio così le fashioniste siciliane che attendevano il 14 Novembre assaporando il brivido di possedere nel proprio guardaroba la ballerina borchiata piuttosto che lo stiletto di ispirazione fetish o la clutch bag zebrata della griffe di lusso a prezzi cheap, potranno solo invidiare le più fortunate donne di Milano, Bologna, Roma, Firenze e Bari.
Perchè? Perchè Hennes & Mauritz padri del marchio, hanno pensato bene di non inserire il punto vendita di Catania tra i “selected store“malgrado le vendite del negozio vadano a gonfie vele e la risposta del pubblico siciliano all’apertura dello store del colosso svedese sia stata entusiasta. Per non peccare a priori di malafede tacciando H&M di “razzismo” e per vederci chiaro ho contattato l’ufficio stampa del marchio, il quale ha risposto alla mia richiesta di spiegazioni dicendomi candidamente che evidentemente secondo i vertici del marchio, in Sicilia non vi è una conoscenza della griffe Jimmy Choo.
D’accordo sono 200 i negozi selezionati in tutto il mondo per l’iniziativa, ma la selezione non può avvenire sulla base di preconcetti e luoghi comuni. In sintesi le fashion addict siciliane tanto quanto quelle milanesi, romane e pugliesi nutrono una vera e propria venerazione per le creazioni della designer Tamara Mellon, ma non avranno il privilegio di toccare con mano la collezione.
Voi che ne dite?
Il titolo del post può apparire ambiguo, ma tale vi assicuro non è per chi segue da tempo la carriera da fashion icon di Lauren Conrad. Una volta tanto infatti, ecco una celebrità che trasferisce il suo buon gusto el vestire nello stile delle sue creazioni: nei pani di designer ha infatti messo in atto lo style della vita di tutti i giorni, ed ecco che la high weist a lei tanto cara, la ritroviamo nei capi della linea d’abbigliamento di sua creazione.
Sullo sfondo del mio desktop da qualche giorno campeggia questa immagine molto eloquente. Si tratta della scarpiera di Mariah Carey una stanza (dove ad occhio e croce potrebbe tranquillamente abitare una famiglia italiana) che contiene quantità imbarazzante di sandali, decolletes, platform e stivali ordinata cromaticamente che rappresenta il sogno proibito di ogni fashionista che si rispetti.