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21 Set

Emmy Awards: Heidi Klum, Jennifer Love Hewitt e Blake Lively

Valentina Grispo» Lunedì 21 Settembre alle ore 17:16

E’ un appuntamento fisso quello con gli Emmy Awards che ogni anno si tengono a Los Angeles. Dal Nokia Theatre di Los Angeles dove si assegnano l’equivalente degli Oscar del cinema, agli attori del piccolo schermo il momento più atteso è quello in cui le celebrità calcano il red carpet vestite dai migliori stilisti. Non sono mancati momenti commoventi come quando durante la manifestazione sono scorse le immagini di Patrick Swayze, Farah Fawcett e Michael Jackson in memoria dei tre grandi artisti scomparsi quest’anno.

A catalizzare l’attenzione delle fashioniste e dei fotografi, dicevamo, sono i look delle celebrità.

Vediamone alcuni:

Una “molto incinta”(troppo per un abito a sirena) Heidi Klum ha calcato il tappeto rosso in un long dress nero firmato Marchesa, mentre l’attrice Jennifer Love Hewitt ha optato per un romantico abito in chiffon di Max Azria color giallo canarino. La protagonista di Gossip Girls, Blake Lively, ha fatto pendant con il red carpet scegliendo un abito rosso fuoco di Versace dalla scollatura audace e dallo spacco vertiginoso.

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1 commento per “Emmy Awards: Heidi Klum, Jennifer Love Hewitt e Blake Lively”

  1. NON e8 PROPRIO COSec : COCOMERO & SAGGI IN AGOSTO ANNO 2011Anguria italiana in via d’estinzione ?: colpa della Grecia e di E.coliVendite in calo del 20% con punte del 70%, per oltre 20 nioilmi di euro perduti. Agricoltori in ginocchio, la Cia chiede di aprire un tavolo al ministero delle Politiche agricole e di allargare le misure Ue.(scritto in libera mentis , pif9 cronista oppure pif9 giornalistico? a voi l’ardua sentenza , tratto da GREEN PAGES di Virgilio )Il caro vecchio cocomero italiano di questi tempi non se la passa per niente bene. In un solo mese le vendite del succoso frutto sono calate tra il 15% e il 20%, con punte del 70% nelle regioni a forte produzione come Puglia e Calabria. Lo afferma la Cia Confederazione italiana agricoltori.L’anguria, per eccellenza simbolo dell’estate, e8 stata travolta dagli effetti dell’allarme sul “batterio killer” e dalla concorrenza spietata della Grecia, che esporta a prezzi stracciati. Si stima che siano gie0 andati perduti 20 nioilmi di euro.abIn questo momento l’anguria dovrebbe essere raccolta e venduta senza sosta spiega la Cia e invece non si riesce a collocarla a un prezzo minimamente remunerativo per il produttore. Le aziende agricole sono alle strette: da un lato si scontrano con la flessione decisa dei consumi di frutta, un “regalo” della psicosi da Escherichia coli, dall’altro, subiscono la concorrenza greca che e8 davvero difficile da sostenerebb.Infatti, la crisi economica che sta attraversando la Grecia ha generato l’immissione anche sui mercati italiani di prodotti agricoli “made in Atene” a prezzi irrisori. E l’esempio pif9 lampante e8 proprio quello dei cocomeri, che vengono venduti all’ingrosso a meno di 10 centesimi al kg. Per poi arrivare sulle tavole a 60-70 centesimi al kg. A fronte di questa situazione, gli agricoltori italiani devono drammaticamente scegliere se vendere il prodotto assolutamente sottocosto o lasciarlo marcire nei campi, per risparmiare almeno le spese di raccolta. Una valutazione non semplice, considerando l’ivestimento che c’e8 a monte ricorda la Cia. Si pensi che il costo a ettaro per la produzione di angurie e8 pari a 7 mila euro (tra preparazione della terra, piantine, trattamenti fitosanitari, irrigazioni continue e manodopera) e che la resa produttiva, sempre per ettaro, e8 di 300 quintali. Con tali dati alla mano, si capisce bene che un guadagno di 10-15 centesimi al kg non e8 sufficiente neppure per la mete0 delle spese sostenute.Ecco perche9 bisogna correre ai ripari. L’emergenza “angurie invendute” ha gie0 causato danni per quasi 20 nioilmi di euro solo ai produttori agricoli e per circa 45 nioilmi se si considera tutto l’indotto. Non solo. Il blocco del comparto mette a rischio anche la manodopera impiegata ogni anno per la raccolta dei cocomeri, che storicamente vede coinvolti migliaia di lavoratori extracomunitari. Secondo la Cia, ora bisogna innanzitutto chiedere all’Europa di estendere le misure di sostegno per gli agricoltori danneggiati dal “batterio killer”, anche ai produttori di ortaggi e frutta estivi, come appunto i cocomeri. abIn pif9 chiediamo -conclude la Confederazione- l’immediata apertura di un tavolo al ministero delle Politiche agricole, in modo da affrontare con interventi concreti una situazione gravissima che rischia di mandare sul lastrico centinaia di agricoltori in tutt’Italiabb.

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