Sembra che l’accesorio più quotato negli outfit dei viaggiatori celebri sia il cappello, in particolare a dettare le regole del travel style è il caro vecchio panama che non risente dei tanto fugaci quanto capricciosi trend passeggeri e specialmente inestate non può mancare nella valigia dei vacanzieri.
La scorsa settimana ho messo in atto la mia forma di protesta per il tardare della bella stagione: sono uscita di casa una domenica mattina in shorts e senza collant. Le gambe erano pallide e ho provato il classico imbarazzo tipico del passaggio da una stagione all’altra. Ma mi sono sentita libera e a mio agio, sotto un caldo sole primaverile almeno fino a quando ho incontrato una mia amica che indossava ancora la sciarpa, gli stivali e aveva in borsa l’ombrello perchè come dice lei “non si sa mai”; inutile dire che d’improvviso l’entusiasmo è andato a scemare e cosa decisamente insolita vista la giornata primaverile, contemporaneamente il cielo si è coperto. Senza sole il mio abbigliamento era assolutamente fuori luogo così, metereopatica come sono mi sono rifugiata a casa sul mio divano, padrona del telecomando con una tazza di tè al caramello e tanta voglia di bella stagione. Ecco perchè questa carrellata di shorts.
Qualche giorno fa sono inorridita per il gambaletto a vista sfoggiato con disinvoltura sul red carpet dalla giovane Shenae Grimes. Oggi mi trovo sotto il naso una fonte autorevole come Vogue che propone la meravigliosa Natalia Vodianova fotografata da Paolo Roversi con l’accessorio ammazza-femminilità. Si tratta di Vogue edizione China, dettaglio non certo trascurabile visto che i cugini con gli occhi a mandorla in genere si caratterizzano per uno stile abbastanza discutibile, ma provate a fare indossare il gambaletto ad una donna che non abbia la fortuna di avere le chilometriche gambe di Natalia, dubito che l’effetto sia glam come vogliono farci credere.
Gli occhiali rotondi sono il must della stagione estiva, ma volendo essere obiettivi non donano a tutte.Io ne ho un paio nel cassetto da circa due anni, regalo di mi sorella dopo un viaggio a Praga; li ho adorati nel momento in cui li ha tirati fuori dalla valigia, ma ogni volta che tento di uscire e indossarli torno indietro a riposarli. Non so, sarà per colpa del mio viso già tendenzialmente rotondo di suo, sarà perchè ancora troppo eccentrici tali da attirare troppo l’attenzione…ma mi sono data ancora un mese di tempo: se non li utilizzo finiscono dritti su ebay!
La knot skirt di Burberry è diventata il capo più desiderato della primavera e un brand low cost come TopShop non si fa certo sfuggire l’occasione di cavalcare certi trend. Se la gonna di Burberry in seta e viscosa che gioca con i drappeggi e i nodi del tessuto è decisamente inarrivabile per le nostre tasche con un prezzo che sfiora i 1.160 dollari, ci pensa il marchio inglese a renderla abbordabile. La gonna che vedete inbasso a destra è infatti una copia tanto spudorata quanto fedele all’originale della gonna di Burberry con la differenza che è firmata Top Shop e costa appena 35 £. God bless Top Shop sarebbe il caso di dire!
Quando ero bambina una mia zia si ostinava a regalarmi costumi, maglie e sciarpe realizzate da lei ad uncinetto, era bravissima per carità, ma quelle creazioni che mi ricordavano tanto i centrini, le presine e le tovaglie di mia nonna, non incontravano i miei gusti. Oggi invece sembra che il crochet sia tornato di moda soprattutto tra le celebrità che indossano maglie e minidress lavorati ai ferri come Kate Bosworth, Rosie Huntington Whiteley e Alexa Chung solo che il ricordo di infanzia è talmente vivido che non riesco a farmi piacere questa tendenza.
Accanto alla rinnovata attenzione per le curve che si auspica non sia un trend passeggero, pare che una nuova “moda” si stia attestando nel fashion system: gli stilisti pare infatti che abbiano finalmente compreso che il loro target di riferimento, ovvero il pubblico a cui rivolgersi nei defilè non sono le teenager, ma le donne vere, quelle che acquistano in boutique le loro creazioni e che in passerella devono rivedersi nelle modelle che indossano quei capi. E’ la vecchia storia del transfert che aveva intuito quel geniaccio di Freud più di un secolo fa, solo che al posto del terapeuta e delle pazienti, il meccanismo lo si aplica alle cosiddette indossatrici e alle consumatrici con potere d’acquisto. Psicologia spicciola a parte il fenomeno si manifesta con il ripescaggio delle top anni ‘90, preferite alle scheletriche 16enni colpevoli di non rappresentare la donna matura che lavora, che ha una famiglia e magari anche dei bambini. La top del momento è la modella Kristen McMenamy, classe ‘66, segni particolari? I capelli grigi che ha smesso di coprire, lasciandoli “nature” come faceva Miranda de “Il Diavolo veste Prada”.
Ma si sa, il mondo della moda è volubile e capriccioso e la beffa volete sapere qual è?Che d’improvviso il capello grigio si ritrova ad essere trendy ed ecco che il segno distintivo di una donna che con coraggio e un pizzico di ribellione ha accettato il tempo che passa, diventa il capriccio modaiolo del momento. Ah questi giovani d’oggi…
Tra i capi più in voga di questo periodo c’è la classica giacca militare: lo stile army riproposto tra gli altri da Christophe Decarnin per Balmain e che tanto spopola in passerella, veste la donna come un soldato, o come un generale pluridecorato con tanto di anfibi, giacca con alamari e stampe camouflage e si riflette anche nell’abbigliamento casual che vede il ritorno di un capo prettamente maschile nell’armadio di lei. E le celebrità, ovviamente sono le prime a cavalcare l’onda del trend.
Asos ne propone una Levis che non è niente male.