Romantici, leziosi, ma anche eccentrici e insoliti gli accessori per capelli del designer di origini mauriziane Louis Mariette: dal più classico diadema, alla coroncina in cristalli, passando per copricapo dalle dimensioni macro realizzati con un mix di piume, nastri e pizzi. E’ la natura ad affascinarlo con i suoi colori e le sue forme perfette, nelle sue creazioni celebra la coleotteri, farfalle e libellule che nella sua infanzia hanno incantato i suoi sensi. Le sfoggiano le modelle sulle pagine di Vogue, le stylist li scelgono per gli shooting più importanti e le celebrità, Kate Moss, Paris Hilton, Pink, Lady Gaga, li indossano per dare un tocco di originalità alle loro mìse. Li trovate su net-a-porter.com. Visto che il periodo è quello clou per le cerimonie, sul sito trovate anche la sezione bridal, per spose, damigele e invitate che vogliono farsi notare.
Ho ricevuto una e-mail di Claudia, una lettrice di Modablog che sta lavorando alla sua tesi di Laurea e ha scelto un argomento da trattare davvero interessante: il vintage; Claudia mi ha dato lo spunto per un post che da un po’ mi premeva scrivere, visto che il termine vintage, di questi tempi è parecchio abusato. Non tutto ciò che è datato è vintage, non basta che un capo abbia riposato in una soffitta per diversi anni, che puzzi di naftalina o che sia stato recuperato dall’armadio della nonna perchè acquisisca valore e status di “capo vintage”: un capo se è di scarsa fattura, lo sarà anche tra 20 anni. Lo stesso vale per chi crede che tutto quello che è stato usato da qualcun altro prima di noi sia vintage: ecco, quello è solo second hand, usato per intenderci, che ha pure il suo fascino, per carità, ma che vintage proprio non è. Il vintage è prima di tutto qualità che assieme al fascino ”d’autre temp” rende un capo o un accessorio unico e originale. Tornando a Claudia e alla sua tesi, mi ha scritto chiedendomi di aiutarla compilando un questionario, io l’ho già fatto volentieri, bastano solo due minuti , fatelo anche voi cliccando qui
Kristin Davis in occasione della premiere di Sex and the City ha indossato un abito Guy Laroche Couture vintage color fragola .
Rachel Bilson e Lou Dillon non hanno certo problemi di budget quando si tratta di far shopping, eppure entrambe hanno scelto lo shorts in denim con mini borchie applicate di Top Shop. Purtroppo il modello è già sold out nei negozi del marchio, ma se avete un minimo di manualità e un po’ di pazienza potete realizzarlo fai-da-te.
Basta avere un jeans con una buona vestibilità da tagliare in versione shorts e delle borchiette da acquistare in merceria.
Buon lavoro!
Chissà se è vero, ma i beuty editor non fanno che parlarne: pare che per la prosima stagione si assisterà ad un ritorno del capello riccio e voluminoso. Ne è prova qualche look da passerella e soprattutto la copertina di W magazine di settembre che vede protagonista una riccioluta Kate Moss in versione diva anni ‘70. E chi ha i capelli lisci come spaghetti? C’è sempre la cara vecchia permanente che pare, sempre stando a ciò che si sente negli ambienti dei coiffeur, rivivrà un periodo d’oro.
A questo proposito ne approfitto per condividere con voi qualche consiglio in merito alla cura dei capelli ricci.
Quando i ricci tendono adiventare ingestibili, le soluzioni ideale anti-crespo sono detergenti ricchi di sostanze oleose, perfetti quelli ai semi di lino che, oltre a idratare i capelli, li rivestono di una pellicola sottile che appesantisce le radici e li rende meno ribelli.
Se è vero che il pettine è nemico giurato dei ricci perché colpevole di renderli irrimediabilmente “elettrici”, è d’obbligo usare spume elasticizzati e disciplinanti sin dalle radici, che definiscono le ciocche o sieri oleosi da stendere con le dita a rastrello su tutte le lunghezze, che rendono i capelli morbidi al tatto.
Utili anche i prodotti pre-piega da utilizzare sul capello umido per appesantirlo e scongiurare l’effetto gonfio e gli spray anti-umidità per fissare il lissage delle capigliature secche e molto ribelli.
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Amy Winehouse ed il suo make-up estremo lo ha riportato in auge, dopo il boom degli anni ’70, ha lo scopo di delineare la linea dell’occhio, esaltandola e regalando uno sguardo più intenso. Parlo dell’eyeliner, la sua applicazione non è facile, concorderete con me, specie per chi non vanta mano ferma indispensabile per modulare lo spessore del tratto.Da applicare con tratto spesso per occhi molto grandi, più sottile per occhi normali.
Parallelamente alla scelta di un vestito, ciascuna di noi non trascura l’importanza del make up e cambiare quello dei propri occhi è divertente e importante almeno quanto cambiare abito e accessori. Per questo mi ha particolarmente colpito Eye Studio la nuova collezione di ombretti di Maybelline New York. Non serve essere make up artist per valorizzare lo sguardo perchè in 4 semplici gesti, Eye Studio è in grado di realizzare questa magia donando look prêt-à-porter sempre nuovi, come quelli realizzati da un professionista del trucco.
Stamattina in redazione ho accolto il corriere con grande entusiasmo quando si è presentato alla porta con una busta Maybelline. Scartato l’involucro eccoli: ombretti mono,duo e quad in tante diverse nuance. Avere la possibilità di testarli si è rivelato divertente e naturalmente utilissimo per conoscere un prodotto davvero innovativo.

Grazie alla speciale formula, ricca di pigmenti estremamente sottili, la texture del nuovo Eye Studio è soffice e setosa sulle palpebre. Dona agli occhi brillantezza intensa per un effetto finale sbalorditivo;il segreto risiede nella presenza
di particelle di colore intenso e di micro-perle dotate di naturale luminosità.

Anche il packaging è ricercato, moderno, pratico, da portare sempre in borsetta. Ma la particolarità che ho subito notato quando ho iniziato a provare le diverse palette, è che ogni confezione, sul retro presenta la guida step-by-step che
descrive come applicare il colore per ottenere il make up perfetto, impresa resa più semplice anche grazie al nuovo applicatore professionale che permette una ripartizione uniforme del colore, con un risultato ancora più preciso.
Mi sento quindi di consigliarli a chi ama stupire con un make up diverso ogni giorno.
I prezzi: Mono 8,00 euro Duo 9,00 euro Quad 11,50 euro*
*prezzi consigliati
In genere la frase “Lei non sa chi sono io” mi sta antipatica perchè presuppone un atteggiamento saccente e spocchioso da parte di chi vuol fare il gradasso a tutti i costi. Invece stavolta è lo slogan di un regalo giovane, divertente e alternativo ma soprattutto solidale. “Lei non sa chi sono io”è la nuova T-shirt Telethon

non solo una simpatica maglietta nera, con una grafica curiosa e accattivante, ma una t-shirt che vuole diventare elemento aggregante di una community che crede nella ricerca e la sostiene, uno strumento di comunicazione nuovo, un modo per conoscersi e parlare semplice e divertente: la trovi i sul sito www.telodiciamo.net, disponibile a partire da novembre con una donazione minima di 20 euro anche sul sito www.telethon.it oppure nelle città italiane che ospiteranno iniziative per la raccolta fondi a favore di Telethon, che dal 1990 in Italia sostiene la ricerca scientifica per la cura delle malattie genetiche.
Non fatevela scappare!
Da qualche tempo colleziono manuali di stile e tra enciclopedie della moda e di fotografia acquistate negli anni o ricevute in regalo, la mia libreria ha assunto una allure decisamente modaiola.
Non poteva mancare nella mia già nutrita collezione, il nuovo Little Pink Book edito da Astraea a tema Scarpe.

Non solo perchè le calzature femminili sono una passione che accomuna tutte noi, non solo perchè racconta l’evoluzione dell’accessorio feticcio per antonomasia, ma anche perchè lo ha scritto lei, trendsetter per vocazione, blogger per professione e inguaribile shoe addict. Orgogliosa di essere la sorella dell’autrice, vi consiglio vivamente di acquistarlo per lo stile coinvolgente, per le curiosità che scoprirete e per molto altro ancora.
“The Little Pink Book - Scarpe” Astraea Editrice, autrice: Sonia Tiffany Grispo Prezzo 8,50 euro, già in tutte le migliori librerie d’Italia (Mondadori, Feltrinelli, Fnac, Mel Book, Giunti, ecc…) e anche on-line.

“Elemento fondamentale di ogni guardaroba, dolce ossessione per le shoe victim, peccaminosa tentazione e mezzo di seduzione, la scarpa, non è un semplice accessorio da scegliere con noncuranza: spesso rappresenta uno status symbol, parla di noi, dice al mondo chi siamo e cosa vogliamo essere.”

Dai negozi low cost a quelli più chic la tendenza unanime è quella ddegli abiti balloon, leggermente rimboccati sul fondo, dal classico effetto uovo. Riflettevo però qualche sera fa, seduta ai tavolini di un locale, vedendo sfilare eserciti di ragazze con vestitini del genere su un dettaglio: se da una parte questi minidress hanno spopolato per via del vantaggio di camuffare qualche rotondità di troppo, il rischio inevitabile è quello di appesantire la figura, specie se indossati con calzature flat.Il consiglio? Mai scendere sotto i 6 centimetri di tacco!

La notizia farà la felicità delle irriducibili dello stiletto, un po’ meno di quelle che sostengono la praticità della scarpa flat. Maria Cerruto, medico spagnolo, appassionata di tacchi vertiginosi ha condotto uno studio che ribalta le teorie che volevano i tacchi alti portatori di malanni. Se è vero che un uso eccessivo di decolletè e sandali affatica la colonna vertebrale, sarebbe altrettanto vero che l’abitudine a camminare sugli stiletto, giova all’elasticità dei muscoli pelvici, stimolati dalla postura assunta grazie all’uso quotidiano dei tacchi, con il risultato di una vita sessuale molto soddisfacente.
Se fosse vero, vade retro ballerine!
Nell’immagine un modello Renè Caovilla