A vederla sulle copertine delle più importanti riviste patinate sembra una donna, per di più una delle celebrità candidae a diventare una fashion icon grazie al suo innato gusto in fatto di moda che le è valsa la stima di Karl Lagerfeld e un contratto milionario come testimonial di Burberry.
Ma dovremmo ricordarci che Emma Watson, al grande pubblico nota come Hermione della saga di Harry Potter, di anni ne ha appena 19 e certi scatti rubati nella vita di tutti i giorni senza trucco e parrucco lo sottolineano.
Per questo suona parecchio insolito che Jay Barrymore il suo fidanzato 26enne le abbia chiesto di sposarlo nel timore che lei possa dimenticarlo andando quest’autunno alla Brown University. Stando alle indiscrezioni i due si trasferirebbero, nella casa londinese di Emma del valore di 4,9 milioni di dollari.
Sembro quasi ossessionata da photoshop e i suoi abusi, ma non potevo non parlarne in merito alla campagna pubblicitaria del marchio London fog che vede protagonista Gisele Bundchen. I pubblicitari che hanno curato lo shooting fotografico della campagna, hanno ritenuto che lo statuario corpo della modella brasiliana fosse decisamente più sexy coperto solo da un trench riducendo le sue rotondità sintomo della sua gravidanza ed ecco agire la sapiente mano del fotoritocco che rende il ventre della top model piatto come un tempo.
I dirigenti del marchio inglese, imbarazzati dal clamore suscitato dagli scatti ritoccati, si sono giustificando adducendo motivazioni di rispetto della privacy della modella, ma io sostengo che si tratti solo di una trovata di pessimo gusto, discriminante nei confronti delle donne gravide.
E mi meraviglio di Gisele che abbia accettato queste condizioni…
Di norma sono contraria ai secchielli e alle borse definite “verticali” perchè è già una missione impossibile trovare ciò che cerchiamo nella nostra borsa, figurarsi se questa si estende in lunghezza: per esperenza leborse di questo tipo si trasformano in pozzi senza fondo con il risultato che se devo cercare chiavi, fazzoletti o cellulare sono costretta a vuotarne il contenuto. No decisamente non fanno per me.
Non posso però non ammirare la Valentino Rose Vertigo Tote sfoggiata dall’attrice Eva Mendes, provvista di manico pertarla a mano o della più comoda tracolla che la rende più pratica e casual.
Costa 2395 dollari e si può acqusitare nella versione grigia su Saks.com.
Non siamo qui a voler fare del moralismo spicciolo, e lungi da me pntre il dito contro chi in questo momento si trova in una condizione “dificile” come Mischa Barton. Lontani i tempi d’oro del successo di The O.C., il suo crollo nervoso, l’aumento di peso, il tentato suicidio, il ricovero d’urgenza presso il Cedars-Sinai Medical Center non sono ne’ una trovata pubblicitaria ne’ un modo per attirare su di sè i flash dei fotografi. Questi ultimi, a dirla tutta la tampinano al punto che in un fugace capatina sul balcone la colgono senza un filo di trucco e con un espresione tutt’altro che serena.
Io, malgrado eccessi, errori e tutto il resto faccio il tifo per lei, e speriamo si ricordi che la vita è meravigliosa.
Lo so che anche voi sarete state ingannate da questa cover del numero di Agosto del mensile W magazine, ma no, non si tratta di uno scatto inedito di una giovane Brigitte Bardot ripescato dali archivi, anche se la posa, l’acconciatura ed il make-up retrò farebbero supporre il contrario. In realtà si tratta di Lara Stone immortalata dall’obiettivo del fotografo Steven Klein per uno shooting che ha tutta l’aria di essere un omaggio all’attrice.

La rivista la presenta come il volto (ed il corpo) più richiesto del momento, consacrandola la It girl delle passerelle, apprezzata da Carine Roitfeld direttrice di Vogue Paris e adorata da Karl Lagerfeld. Ma a me resta comunque il dubbio, vista la “breve scadenza” delle top di questi tempi, che possa essere solo la modella di stagione, strapagata e ultra rihiesta, che verrà però prontamente sostituita al più presto assecondando i capricci del mercato.
Staremo a vedere
Abbiamo parlato di Hilary Duff testimonial di DKNY Jeans, ma ecco spuntare come al solito lo spettro di photoshop e della tendenza diventata ormai mania consolidata di ritoccare le forme delle protagoniste delle campagne pubblicitarie , attrici, cantanti modelle che siano. Guardate le cosce formose di Hilary, decisamente diverse rispetto a quelle dello scatto ufficiale della pubblicità che la ritrare inguainata in leggings neri effetto seconda pelle, non trovate? Mi chiedo quindi, se alle aziende non aggrada il fisico di una celebrità, perchè sceglierla per poi ritoccarla? Non sarebbe molto più semplice e sopratttto onesto, optare per una testimonial che risponda alle carattristiche richieste? Ecco, giusto un assolino che volevo togliermi dalla scarpa.
I paparazzi si sa, sono sempre mal visti per via della loro attitudine a tampinare le celebrità rubando e immortalando ogni attimo della loro vita privata, anche a costo di ledere la loro privacy. In fondo se sei un personaggio pubblico devi fare i conti con questo apsetto poco gradevole della popolarità.
Ma a volte si superano i limiti della decenza e della buona educazione e si scade facilmente nel cattivo gusto come nel caso di questa trovata di un fotografo che pensa bene di fotografare sotto la gonna turchese a balze plisset di Paris Hilton. Chissà forse voleva accertarsi che stavolta la bionda ereditiera indossasse la lingerie. Poco importa, quando è troppo è troppo. Anche se Paris non sembra, a volerla dire tutta, troppo infastidita dalla sua invadenza.
Lo stilista Marc Jacobs si è impegnato nel sociale e ha sposato la causa per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali e non poteva che far sentir la sua voce ideando una linea di t-shirt. A voler ben vedere non è la prima volta che vediamo in prima linea la mente creativa del marchio Louis Vuitton, che oggi dopo la t-shirt “Rebel Pride” realizzata in occasione del gay-pride di New York nel 2008, ha presentato due t-shirt sullo stesso tema.
Inequivocabile il messaggio riportato sulle t-shirt caratterizzata da un’illustrazione che vede protagoniste due donne e un bambino che rivendicano il diritto d’adozione per le coppie lesbiche, se non fosse abastanza chiaro lo stilista accompagna l’immagine con uno slogan che recita “pago le mie tasse, voglio i miei diritti”. La seconda t-shirt riportando il medesimo slogan richiama i simboli cult a stelle e strisce.
Non è esattamente quello che intendo io per scatto artistico, piuttosto mi fa pensare al programma che ho intravisto ieri facendo zapping su Sky, il trashissimo Naked wild on , per questo fa un certo effetto pensare che si tratti di uno scatto per l’autorevole calendario Pirelli.
Il fotografo Terry Richardson ha pensato bene di immortalare le top model Lily Cole, Daisy Lowe, Rosie Huntington, Miranda Kerr, Abbey Lee Kershaw, Catherine McNeil, Ana Beatriz Barros Carvalho, Gracie, Marloes Horst, Eniko Mihalik e Georgina Stojiljkovic in topless al tramonto sulla spiaggia. Sono certa che per ogni uomo rapresenterà la foto dell’anno, io ci vedo fermo restando i loro corpi statuari, un pizzico di cattivo gusto. Voi che ne dite?
Non è la classica It bag costosa e irraggiungibile proposta da qualche maison di lusso, ma come accadde per la democratica “I’m not a plastic bag” della stilista Anya Hindmarch sta spopolando tra le celebrità e non solo. Lo scopo è benefico, e anche in questo caso si tratta di una semplice shopping bag in tela; l’ha lanciata un marchio di abbigliamento sportivo per lo yoga e può essere acquistata per soli 65 dollari e riporta messaggi positivi e ottimisti, ma si può anche personalizzare con lo slogan che si preferisce.
Il 30% del ricavato della vendita è devoluto all’associazione Art of Elysium che sostiene musicisti, attori e artisti che si dedicano ai bambini in difficili condizioni di salute negli ospedali.
L’attrice Resee Whitherspoon ha scelto la scritta “Blessed” (”benedetta”) per la sua borsa.
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